Contesto aziendale
Paola fa parte di un gruppo di viticoltori che vive in una zona collinare caratterizzata da forti pendenze e presenza di cinghiali. Dopo l’annata estremamente difficile del 2023, ha cercato strumenti di monitoraggio per supportare le decisioni in vigna, senza installare apparecchiature che in quella zona rischiano di essere danneggiate o rubate.
Perché ha scelto Vigneto Sicuro
Ha valutato alternative con sensori e centraline in campo, ma la durabilità era un problema locale. Vigneto Sicuro, non richiedeva installazioni in loco e ha offerto dati affidabili senza complicazioni hardware, quindi è stata la scelta più pratica.
L’esigenza: cogliere “l’attimo” in biologico
La criticità principale è la peronospora. Da viticoltrice in regime biologico, effettua esclusivamente trattamenti di copertura, perciò è fondamentale individuare il momento giusto per intervenire. Con Vigneto Sicuro è riuscita a rispettare le tempistiche necessarie per la copertura.
Limite logistico: rientri in campo
Anche individuando il momento corretto, resta il problema pratico del rientro in campo dopo piogge intense, specialmente su terreni scoscesi. Occorre dare tempo al terreno di drenare per poter intervenire in sicurezza.
Quaderno di campagna digitale e dati utili
Un vantaggio concreto è la gestione digitale del quaderno di campagna: inserendo i trattamenti nell’app, Paola ha una memoria storica immediata e più completa rispetto ai registri cartacei. Inoltre ha accesso a dati di temperatura e umidità che arricchiscono le informazioni decisionali.
Testimonianza integrale
Vi ho conosciuti nel 2023, annata da cancellare per le piogge e i problemi che ci sono stati. Faccio parte di un gruppo di viticoltori e ho letto post sul monitoraggio dei vigneti, sull’uso di sistemi a supporto dell’esperienza del vignaiolo per aumentare l’esattezza. Mi sono informata sul web e ho visto anche altre realtà con sensori e centraline in campo, ma qui è una zona con molti cinghiali e qualunque strumentazione dura al massimo 24 ore.
La vostra soluzione, invece, non richiedeva installazioni in campo per il monitoraggio, così mi sono messa in contatto con voi e ha funzionato bene. Pensare di mettere strumentazione di un certo livello in campo non era possibile.
Il grande problema qui è cogliere l’attimo: la criticità principale è la peronospora, che richiede trattamenti di copertura. Lavoro in biologico, quindi faccio solo trattamenti di copertura e non uso metodi convenzionali o integrati. La difficoltà è proprio trovare il momento esatto per trattare e dare la copertura necessaria per combattere le patologie. Con l’app riesco a rispettare le tempistiche.
Siamo collocati su tre colli e in uno di questi ci sono pendenze molto ripide; il problema non è tanto indovinare il momento giusto (ci sono riuscita), quanto rientrare in campo in sicurezza dopo le piogge, perché il terreno ha bisogno di tempo per assorbire l’acqua.
Per quanto riguarda il quaderno di campagna, assolutamente sì: inserendo i trattamenti nell’app ottengo una memoria storica digitale (prima la annotavo su carta). Ora ho più informazioni a disposizione — temperature, umidità — e una mole di dati molto più ampia.